l’intransigente. in memoria di franco cordero

Si inseguono i morti, non si riesce a piangerne uno che sopraggiunge la notizia del successivo. È la volta ora di Franco Cordero, scomparso ieri 8 maggio 2020. Era nato nel 1928 (a Cuneo), dunque si dirà che aveva i suoi anni. Certo, la sua è stata una lunga vita. Ma quando scompare un uomo così, al dispiacere che sempre la morte produce, si aggiunge lo sgomento per la perdita di un patrimonio intellettuale, che, a mia conoscenza, era unico. Non credo di aver conosciuto mai una mente così ricca di erudizione, quale quella di Franco Cordero, una mente che spaziava dal diritto alla storia, dalla letteratura alle scienze religiose, dalla filologia alla favolistica. È davvero difficile ricapitolare quante letture, in quante lingue, avesse accumulato Cordero, quante nozioni avesse apprese, quante discipline avesse frequentato, quante lezioni avesse impartito, quante dotte conferenze avesse tenuto, lui professore di Procedura penale – il più grande sulla scena – sempre da maestro, docente a Torino, Urbino, Milano, Trieste, Roma, alla Sapienza, dove concluse la sua carriera. Ma queste mie parole possono essere fuorvianti: chi se ne è andato oggi, era tutt’altro che il mero pozzo di scienza, l’erudito che tutto sa ma nulla fa oltre che discettare nei campi del suo sapere, estraneo alla vita sociale, al dibattito pubblico, alla dimensione civile.

E non mi riferisco solo alle centinaia di conferenze, e agli articoli, ai dibattiti, mai in tv, perché Cordero non era “telegenico”, non era “comunicativo”; non sorrideva, non urlava, non gesticolava: tutto l’opposto di certi personaggi divenuti star della TV e del web. Dalle labbra strette di Franco Cordero fuorusciva troppa cultura, troppo flebile la sua voce, troppo elevati i suoi ragionamenti, una sfida permanente alla perspicacia (e alla cultura) di chi lo ascoltava. Era un flusso incessante di sapere, che poteva stordirti, ma, sovente, anche nei momenti più aulici del suo argomentare, affiorava una ironia sottile, un sarcasmo gramscianamente appassionato, che si esprimeva in una forma lessicale raffinatissima, che mescolava arcaismi e neologismi, talora di sua invenzione, spaziando tra le lingue dal passato e le lingue moderne, mostrando quanto potessero essere vive le cosiddette “lingue morte”.

Forse i suoi capolavori sono “Criminalia. Nascita dei sistemi penali” (Laterza, 1985) e la monumentale biografia di “Savonarola” (che reca come sottotitolo “Vita calamitosa. 1454-1492”), edito ancora da Laterza (in 4 volumi), sul finire degli anni Ottanta (e ripubblicato da Bollati Boringhieri, 2009): un capolavoro storiografico, fonte incredibile di informazioni per chi voglia conoscere la vita pubblica fiorentina, ma anche dei costumi, della sensibilità collettiva, del clima umano, alla fine del Medioevo.

Studioso, commentatore, narratore, Cordero era l’intransigenza morale e intellettuale fatte persona, l’uomo che non cercava lo scontro ma non si tirava indietro sulle questioni di principio, capace di rilanciare fino allo stremo. Fu così che venne espulso dalla Università Cattolica di Milano, dopo la pubblicazione del libro “Gli osservanti. Fenomenologia delle norme” (Giuffrè 1967, riedito da Aragno nel 2008), e la dura critica contenuta in quel testo alle gerarchie vaticane. Erano i tardi anni Sessanta, e nella Chiesa si stava affermando un lento, ma forte movimento anticonciliare: Cordero si batteva, anche, per una Chiesa capace di rinnovarsi, da teologo insieme preparatissimo ma radicale, attento alla persistenza del messaggio religioso. In tal senso il suo commento alla “Lettera ai Romani” di Paolo di Tarso (nel libro “L’Epistola ai Romani. Antropologia del cristianesimo paolino”, Einaudi 1972), è uno studio teologico, fedelissimo sul piano storico-filologico, ma anche originale, per qualcuno al limite dell’eresia, nella sua temeraria analisi della “Lettera”, producendo, alla fine, un testo politico, nel senso più alto.

Nell’età berlusconiana Cordero diede il meglio come notista politico, riservando all’ex cavaliere l’appellativo di “caimano”, che poi gli rimase appiccicato. E Cordero seguì passo passo Berlusconi-caimano nelle quotidiane scempiaggini e nelle sue nefandezze politiche e morali, quasi braccandolo, in punta di diritto, di etica pubblica, di buon gusto. I suoi lunghi, dotti articoli su “la Repubblica” (era allora un giornale!), ritratto dolentissimo dell’Italia, trovarono posto poi in volumi quali “Le strane regole del Signor B.” e “Nere lune d’Italia” (Garzanti, 2003-2004), che serviranno da guida agli storici futuri.

In fondo Cordero ci faceva comprendere che Berlusconi, con la sua stessa personalità, era lo specchio iperrealistico d’Italia. Di qui l’idea di un originalissimo controcanto al discorso di Giacomo Leopardi “Sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani” del 1824: si era nel 2011, e Cordero con amara attitudine confermava le sconfortate diagnosi del Recanatese sulla “scostumatezza” del popolo italiano. O si scorra, sulla scia, “Morbo italico” (edito da Laterza nel 2013), una lettura ancora oggi avvilente e insieme riconfortante, se vi sono (vi erano?) italiani come Franco Cordero.

Negli ultimi anni Cordero aveva scritto meno sui giornali, ma non aveva certo smesso di lavorare, in particolare a un romanzo, “La tredicesima cattedra”, che è in uscita tra pochi giorni presso l’editore “La nave di Teseo”. L’autore non lo potrà sfogliare, ma noi potremo consolarci della sua scomparsa prendendolo tra le mani, avviando l’usuale, istruttivo quanto impegnativo confronto dialettico con Franco Cordero e quello che oggi dobbiamo, ahinoi, chiamare “l’ultimo suo libro”.

Franco Cordero a Saluzzo, nel 2007, riceve il Premio “FestivalStoria” (ph. Eloisa d’Orsi)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...